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Aldo Cicinelli

GUARDANDO UN DIPINTO DI MAURO SAVIOLA: IMPRESSIONI
[tratto da "Mauro Saviola" - Arti Grafiche Castello, Gennaio 1999]

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Secondo considerazioni di ordine fisico in rapporto alla Teoria della Relatività "ad ogni massa M è legata indissolubilmente una energia MC2, dove C designa la velocità della luce; e viceversa ogni energia E possiede una massa E/C2, cosicché comunicando ad un corpo energia di qualunque tipo se ne aumenta la massa". Massa, cioè materia, ed energia, sono quindi trasformabili l'una nell'altra con variazioni minime, quasi inapprezzabili.

Anche se nel Mondo Antico e nel Medio Evo il concetto di "Storicità del vero" non è ancora coscientemente acquisito alla cultura, scorrendo i dialoghi platonici o i trattati aristotelici, si coglie lo sforzo costante di presentare chiaramente le dottrine dei predecessori sia per discuterle, sia per dimostrarne il valore, sia per confrontare la propria dottrina. È così che conosciamo da citazioni successive a loro i così detti "fisici" antichi che "cercavano i principi e le cause supreme".

Nella così detta "scuola ionica" Talete (VI sec. A.C.) inizia quella serie di ricerche scientifiche che, con lui per la prima volta nel Mondo Antico sia orientale che occidentale, sono rivolte ad un sapere orientativo per lo spirito e quindi non mirano solamente al possesso di nozioni utili per la pratica (ad es. la geometria nata in funzione della misurazione dei terreni inondati dal Nilo presso gli antichi Egizi).

Gli Ioni ricercavano il principio della realtà nella materia, cioè in ciò di cui le cose sono fatte. Talete riteneva che tale principio fosse da individuare nell'umido, nell'acqua. Anassimandro nell'infinito, "apeiron", Anassimene nell'aria. Per gli Ioni la materia era animata ed aveva una propria attività psichica: non vi era nella loro concezione della materia la dualità e contrapposizione tra materia e spirito che caratterizzerà epoche successive.

Nello stesso secolo fiorisce nella Magna Grecia la "scuola pitagorica", con Pitagora (570-497 A.C.) massimo esponente che ritiene di individuare nel numero l'elemento della realtà, e che scopre che l'essenza delle cose è un rapporto numerico esistente in ogni cosa reale. Con Eraclito (circa 500 A.C.) la speculazione si sposta dall'essere al divenire, rappresentato come unione di contrari (es. giorno-notte), per cui il filosofo pone come materia fondamentale il fuoco, momento di trasformazione della materia. Empedocle (492-432) accetta il divenire eracliteo e riunisce tutti i principi fino ad allora indicati chiamandoli "radici") aria, acqua, fuoco unendovi la terra ed enunciando il principio dell'amore e dell'odio.

Tali intuizioni, rivelatesi basilari per il cammino dell'Umanità, furono riprese dalla "scuola atomistica" fondata da Leocippo (420 A.C.), Democrito (460-360 A.C.), ebbero grandissimo sviluppo e ricompaiono negli immortali versi di Lucrezio ("flammantia moenia mundi"). Formarono poi la base di vari sistemi successivi nel Rinascimento e nel Sec. XIX, riproponendosi con straordinaria attualità alla cultura dell'occidente contemporaneo.

Mauro Saviola, indutriale ed artista, già operando in campi tanto diversi quali quelli dello sviluppo e del profitto economico da una parte; e quelli del colore, della forma, del fare arte, dall'altra; ripropone la eraclitea unione dei contrari. L'andamento magmatico dei colori dei suoi dipinti, la forza spesso violenta dei suoi colori, l'inserimento dei metalli (quasi tra eruzioni vulcaniche e corrugazione lunare) danno l'esatta sensazione di un mondo in continuo divenire, quale quello contemporaneo, nel quale la materia, ben lungi dall'essere definitivamente plasmata, ribolle in continuazione.

Nella sua vasta produzione artistica ed in particolare nelle opere scelte per la sua mostra nel Palazzo Ducale di Mantova (Sale dell'Esedra nel cortile di Piazza Castello) non si può non cogliere la sensazione di una energia creatrice che genera dal nulla la materia e la vita.

Una materia, appunto, che ad altissime temperature solari sublima sé stessa in colore e luce, riportando lo spettatore attonito a considerare mentalmente la formazione delle cose nell'universo e dell'universo stesso: allontanando da noi l'angosciosa ipotesi del nulla o della distruzione con il riproporci il fenomeno della continua trasformazione della materia in energia.

Alla luce di tali considerazioni, in accordo con le sollecitazioni avute da Enti e da singoli, tutti comunque estimatori convinti dell'Autore, la Soprintendenza per i Beni Artistici e storici di Mantova, Brescia, Cremona, ha messo a disposizione ambienti della Reggia Gonzaghesca di Mantova ospitando una mostra di arte contemporanea che sicuramente contribuirà alla valorizzazione della reggia stessa.